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Rifugio Alpino Mongioie – Rifugio Alpino Havis De Giorgio

Tipologia percorso

Sud

Dislivello in salita

664 m

Dislivello in discesa

483 m

Tempo complessivo

4.30 ore

In senso inverso

4.00 ore

Rifugio Mongioie 1550 m  – Colla di Carnino 2174 m – rifugio Ciarlo Bossi  1550 m – Passo delle Saline 2174 m – Rifugio Havis De Giorgio 1761 m

Tappa che si svolge sul percorso di una delle più antiche vie del sale, praticata già in epoca preromana e poi sistemata dal Romani; dal mare il prodotto era portato nel Monregalese e da qui smistato in regioni più lontane. Dall’alta Val Tanaro si passa alla Valle dell’Ellero per alti pascoli su suolo calcareo, ancora ben frequentati da mandrie sul versante dell’Ellero, sul quale si può già ammirare nella zona del Gruppetti un primo esempio di morfologia tormentata dal carsismo.

Dal Rifugio Mongioie 1550 m si imbocca la sterrata verso ovest. Si trascura una pista sterrata a destra e, poco oltre, si abbandona la strada per imboccare a destra il sentiero per Carnino inferiore. Il sentiero procede a lungo in falsopiano e, ignorata una diramazione a sinistra per Viozene, sale a un bivio: a destra si stacca il sentiero per la Grotta delle Vene, diritti (consigliato) si raggiunge il ponte sospeso sul rio che scorre nel Vallone delle Fuse. Un ultimo traverso in salita raggiunge la Colla di Carnino 1594 m, 1.00 ora. Si scende sul versante opposto del valico con un ampio sentiero che, nei pressi dei ruderi di Tetti delle Donzelle e il Rifugio Ciarlo Bossi 1550 m 0:15 ore, si immette sulla strada sterrata proveniente da Carnino inferiore ai piedi della bastionata della Rocca delle Donzelle. Si punta verso sinistra (nord ovest) in direzione della linea di impluvio del Vallone delle Saline; a 1616 m ci si immette sul sentiero che proviene da Viozene, e raggiunto il vallone lo si segue. Dopo venti minuti dal rifugio il vallone si restringe in una specie di gola per tornare ad allargarsi più a monte. Prima dei 1900 m si lascia il fondo del vallone volgendo a sin, sulla mulattiera che si inerpica e più avanti prosegue meno ripida. Circa 100 m sotto l’evidente depressione del colle si sale a zig-zag per un erto pendio inerbito e si perviene al Passo delle Saline 2174 m 2.15 ore. Il nome del passo si collega all’antico commercio del sale. Negli ultimi secoli era attivo in particolare il passaggio di gente della valle del Negrone che si recava nella bassa Val Ellero a rifornirsi di castagne. Nel vallone delle Saline una croce ricorda l’episodio d’una madre di Carnino che, sorpresa con i figlioletti dalla bufera mentre scendeva dal colle spossata dal carico di castagne, dovette soccombere dopo aver indicato loro la via della salvezza-La mulattiera, ora siglata G3, discende i 100 m della ripida scarpata iniziale e divalla poi per pendii e ripiani carsici. Si entra nella zona dei Gruppetti, sul versante occidentale del Mongioie, dove i fenomeni di carsismo sono molto evidenti, con rocce erose nelle forme caratteristiche. Si lasciano a destra il Gias Gruppetti 1893 m e poi (già quasi in fondovalle) il Gias Pra Canton 1764 m, e dopo due attraversamenti del solco vallivo si giunge infine al ponticello sull’Ellero appena nato: esso si origina infatti dalle sorgenti che sgorgano in parete sulla sinistra (Pis d’Ellero). Di là del ponte si segue il sentiero che porta al vicino rifugio Havis De Giorgio 1761 m, detto anche rifugio Mondovi  1 ora.

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